Scopriamo, attraverso le parole dell’autore, il Manuale di Psicologia del lavoro e delle organizzazioni I, edito dalla Casa Editrice dell’Università Niccolò Cusano. Intervista al prof. Renato Pisanti.

Edicusano: intervista al prof. Pisanti, autore del Manuale di Psicologia del lavoro e delle organizzazioni I

Identikit del Prof. Renato Pisanti

Area: Psicologica

Segni particolari: Autoironico

Motto personale: La gente è il più grande spettacolo del mondo. E non si paga il biglietto. – Charles Bukowski

Da bambino voleva diventare: Portiere dell’Inter

 

Prof. com’è cambiata l’università da quando lei era studente ad oggi?

Ritengo che sia cambiata molto e in positivo. La direzione intrapresa è stata quella di un modello anglosassone: una maggiore attenzione ai bisogni dello studente. Quando ero studente, l’università italiana era caratterizzata da altissimi livelli di drop-out. In pratica, si laureavano pochissimi studenti nei tempi previsti dagli ordinamenti dei corsi di studio. Tutto ciò naturalmente si riverberava nel mercato del lavoro.
Oggi, inoltre, ha assunto sempre più importanza la formazione e la didattica a distanza. Le confesso che prima di venire assunto alla Unicusano nutrivo dei forti pregiudizi sulla qualità della didattica a distanza. Invece, svolgendola nel corso degli anni, mi sono reso conto delle enormi potenzialità e del fatto che è estremamente gratificante e stimolante per un docente progettare e sviluppare video lezioni in grado di catturare l’interesse degli studenti

Di cosa tratta il Manuale di Psicologia del Lavoro?

Il focus del manuale è l’interazione tra l’individuo e il contesto lavorativo. Passiamo gran parte della nostra vita lavorando o riferendoci alla sfera lavorativa. Se si escludono le ore che passiamo dormendo, in media, tra la metà o 1/3 della nostra vita la passiamo lavorando o riferendoci alla sfera lavorativa. Nel manuale vengono trattati alcuni temi che riguardano la storia della psicologia del lavoro, le emozioni, gli atteggiamenti, le motivazioni, le differenze individuali e di personalità; nonché alcuni aspetti inerenti la complessa relazione tra stress occupazionale e qualità di vita. Quest’ultimo argomento è il principale focus dei miei studi. Solo recentemente la scienza ha dimostrato che relazioni sociali “tossiche” sul posto di lavoro possono essere gravemente nocive per il nostro benessere. Da queste dimostranze si sono sviluppati i recenti provvedimenti legislativi in materia di sicurezza, anche psicologico-sociale, sul posto di lavoro.

Come si diventa Psicologo del Lavoro?

E’ un percorso professionale che richiede una serie di competenze che nel tempo si sono fatte più specifiche e intersettoriali. Lo psicologo del lavoro lavora in azienda, prevalentemente nell’ambito della gestione delle risorse umane. Il suo Know how è prioritariamente psicologico. Pertanto è importante che chi ha intenzione di intraprendere tale carriera sia consapevole di studiare psicologia a livello magistrale e di fare “esperienze”. Frequentando le aziende e il mondo del lavoro in genere, gradualmente, si matureranno scelte più mirate.

Un’azienda può fare a meno di questa figura professionale?

Le aziende che operano in ambienti altamente complessi e che sono caratterizzate da alta differenziazione interna (vale a dire numerose divisioni/gruppi interagenti tra loro) difficilmente possono fare a meno delle competenze psicologiche. Inoltre viviamo in un periodo storico caratterizzato da contesti lavorativi che sono diventati sempre più stressogeni: contratti lavorativi sempre più precari, continuo ricorso al lavoro da “remoto”, maggiori interferenze con la sfera extralavorativa. Pertanto, diventerà sempre più importante ricorrere allo psicologo per implementare programmi di gestione dello stress sul posto di lavoro.

Per chi è indicato questo manuale?

Prioritariamente per gli studenti dei corsi di studio in psicologia della “Niccolò Cusano”. Spero che gli studenti di altri corsi di studio possano trovare giovamento culturale dallo studio del manuale.

Ci racconta uno più aspetti personali correlati alla stesura dell’opera?

Quando devo rispettare una scadenza lavorativa che richiede un intenso sforzo intellettuale (stesura di documenti, preparazione a congressi, etc.) divento intrattabile in famiglia e metto a dura prova la tenuta del mio matrimonio. Ma sono perfettamente consapevole che la colpa è solo mia. Poiché attuo una serie di comportamenti (distrazioni, assenze psicologiche, etc) che possono risultare sgradevoli e irritanti per chi sta al mio fianco. Per mia fortuna, mia moglie è una persona comprensiva.

Ci sono altri manuali nel cassetto che attendono di veder la luce?

Certamente, sto lavorando a un manuale da poter utilizzare nel corso magistrale e che è dedicato alle complesse interazioni tra le organizzazioni, i gruppi e gli individui. Il manuale, pertanto, sarà maggiormente incentrato sulle cosiddette influenze “top-down”: come le organizzazioni influenzano il comportamento degli individui agendo anche attraverso i gruppi di lavoro e le relative leadership.

Il Manuale di Psicologia del lavoro e delle organizzazioni I è acquistabile in formato digitale .mobi o epub su edicusano.it.  E, in attesa del prossimo volume, le auguriamo un buon lavoro prof!

***A cura di Michela Crisci***